Gli artigiani della Valdichiana Senese raccontano le loro creazioni
La storia di Toni De Stefano, liutaio che a Chianciano Terme dà vita alla musica
«Le decorazioni e le finiture di uno strumento musicale sono molto importanti: rappresentano la “firma” di un liutaio quando ci si trova di fronte ad esso per la prima volta. Non dovrebbero però influire sulla funzionalità dello strumento, quindi bisogna sempre stare bene attenti al “come e dove” inserirle in un progetto». A parlare è Toni De Stefano, un liutaio specializzato nella costruzione di strumenti a pizzico. Da anni lavora nel suo laboratorio dove ogni creazione prende vita manualmente, curata nei minimi dettagli. Ma dietro il mestiere, c’è soprattutto una storia di passione, ricerca interiore e amore per la musica.
Una passione nata tra le vie di Milano
«Sono diventato liutaio principalmente per una grande passione per la musica» racconta Toni. Cresciuto a pochi passi dal Conservatorio di Milano, fin da ragazzo è stato circondato dai suoni che filtravano dalle aule: chitarre, violini, strumenti antichi. Quei suoni hanno acceso in lui la curiosità, spingendolo a prendere in mano una chitarra e imparare a suonarla da autodidatta.
Nonostante abbia svolto diversi lavori, Toni sentiva che gli mancava sempre qualcosa. Cercava un’attività che potesse dargli soddisfazione interiore e libertà creativa: «Mi è sempre piaciuto lavorare con le mani e volevo trovare un modo per unire manualità e musica».
La scoperta della liuteria
La svolta arrivò quasi per caso, con un corso per principianti intitolato “Costruisci la tua chitarra”. Fu l’inizio di un percorso che gli aprì un mondo nuovo: quello dell’artigianato. «Non avevo mai preso in mano uno scalpello o una pialla, ma ero molto motivato. Non è un lavoro semplice: servono pazienza, costanza e tanta passione. Ogni strumento richiede studio, progettazione e un lungo tempo di lavorazione.»
Per approfondire, ha iniziato a studiare e riprodurre strumenti storici, cercando di comprendere cosa rendesse unico il loro suono. «Legni, incatenature, spessori e quant’altro mi hanno insegnato le proprietà di ciascuno, a riconoscerle prima di tutto, poi a “immaginarle” per trovare infine un progetto personale».
Entrare in contatto con gli strumenti antichi, osservarne le proporzioni, i legni, le tecniche costruttive, è stato per Toni un modo per capire davvero l’anima di questo mestiere. «Ancora oggi, per costruire strumenti destinati alla musica antica, uso solo materiali naturali: legni, colle, vernici. Ogni dettaglio è fondamentale, perché uno strumento, oltre a essere bello, deve soprattutto suonare.»
La filosofia del suono
Per Toni ogni strumento ha una sua anima, un suo suono, un suo modo di mettersi in vibrazione e tutto questo è possibile scegliendo il giusto legno con la giusta venatura per quel determinato progetto: «Un liutaio non può far altro che indirizzare il suo sapere, frutto di anni di studi, restauri di strumenti originali, esperimenti e affinatura della propria manualità per cercare di ottenere il più possibile quel determinato suono dallo strumento che sta costruendo».
Il suo obiettivo è la chiarezza del suono: cantini brillanti, bassi forti ma non cupi, uniformità lungo tutta la tastiera. «Cerco il sustain e la proiezione, certo, ma senza sacrificare i colori e la varietà dei timbri. Sono proprio queste sfumature a rendere uno strumento vivo, capace di emozionare.»
Tra musica e legno: il laboratorio che profuma di casa
«È stato un caso: non conoscevo neanche Chianciano quando sono arrivato. Appena sono arrivato ho fatto una passeggiata nel centro storico e me ne sono subito innamorato» racconta il liutaio. Da allora ha scelto di stabilirsi proprio lì e di creare il suo laboratorio, uno spazio che considera come casa: accogliente, intriso di musica e del profumo del legno.
Tra quelle mura custodisce strumenti di ogni epoca, dalle chitarre dei primi dell’Ottocento fino alle elettriche contemporanee. La varietà di modelli e stili rappresenta per lui una fonte inesauribile di ispirazione, studio e ricerca continua, che si riflette nel lavoro quotidiano e nei progetti che porta avanti. Ogni strumento, spiega, è una creazione unica: il liutaio può solo orientarne il suono attraverso la lavorazione del legno, ma il risultato resta sempre una sorpresa. Ed è proprio questa imprevedibilità a nutrire la sua passione e lo stimolo a realizzare nuovi progetti.
Ogni decorazione, ogni finitura è curata a mano, ma mai a scapito della funzionalità. La creazione di uno strumento è un dialogo costante tra arte e musica, tra tecnica e sensibilità. «La cosa più importante di uno strumento è ovviamente il suono – conclude Toni – riuscire a controllarlo e affinarne la qualità è una ricerca che credo occupi tutta la vita di un liutaio.»
La Liuteria di Toni De Stefano è solo una delle tante realtà artigiane che realizzano creazioni uniche in Valdichiana Senese. Nelle prossime settimane racconteremo le storie degli altri esperti maestri d’arte e di artigianato che ogni giorno aprono le porte delle loro botteghe per creare ceramiche, strumenti musicali, gioielli e tanto altro.
E se te lo sei perso dai un’occhiata al nostro video, dove potrai vedere gli artigiani all’opera.
Se sei curioso di conoscere Toni De Stefano e gli altri artigiani della Valdichiana Senese dal vivo prenota il Tour degli Artigiani di Valdichiana Living.
Per un’esperienza a tutto tondo abbiamo anche pensato ad un soggiorno di 3 giorni per conoscere la Valdichiana Senese, esplorare le botteghe artigiane e mangiare i prodotti tipici del territorio. Dai un’occhiata qui.


